Le zecche, la malattia di Lyme e
l'encefalite da morso di zecca (TBE)

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Le zecche
L'habitat delle zecche
Come agiscono
La malattia di Lyme
Come si riconosce
Cosa fare se si viene punti da una zecca
Si può prevenire la malattia di Lyme ?
Un'altra malattia da zecche: la TBE
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  Le zecche

   Le zecche sono degli ectoparassiti appartenenti alla classe degli Aracnidi (la stessa dei ragni) e all’ordine Acarina, comprendente anche altri parassiti, ad esempio gli acari.
   Si dividono in due famiglie principali: le Ixodidae o zecche dure, che presentano uno scudo dorsale, e le Argasidae, o zecche molli, che ne sono sprovviste.
   In Europa le specie che più interessano come parassiti dei mammiferi appartengono alla famiglia delle zecche dure, perciò è a queste ultime che si riferiscono quasi esclusivamente le notizie fornite in seguito.
   Il loro apparato boccale è formato da una specie di ago provvisto di uncini che penetra attraverso la cute dell’ospite raggiungendo il circolo sanguigno; gli uncini, unitamente ad una sostanza cementante secreta dalla zecca ancorano saldamente il parassita al suo ospite.
   Altre ghiandole secernono una sostanza anticoagulante ed una ad azione anestetizzante, rendendo assolutamente indolore la puntura del parassita.
   Il pasto di sangue delle zecche dure è molto lungo, durando da 3 a 10 giorni, durante i quali il parassita succhia e poi rigurgita più volte il sangue dell’ospite.

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  L'habitat delle zecche

   Si può affermare che le zecche sono presenti ovunque vi siano animali, ed ogni specie ha un suo habitat preferito: vi sono comunque dei luoghi dove la loro concentrazione è molto più elevata che in altri. Nelle nostre zone, gli ambienti dove è più facile contrarre l’infestazione sono soprattutto i boschi umidi di latifoglie, nonché le zone suburbane o di campagna ed i pascoli frequentati da greggi di pecore o mandrie di bovini. In genere sono presenti sulle erbe, tra i cespugli e nel sottobosco, in particolare dove si sviluppano essenze tipo Erica herbacea o Molinia altissima.
   Bisogna sottolineare però che molti studiosi sono concordi nel ritenere che, quando vi erano molti più greggi e mandrie al pascolo, specialmente nelle zone montane, bovini ed ovini contribuivano a prelevare dall’ambiente un gran numero di zecche, che trovavano molto più semplice attaccarsi a questi ospiti, determinando così una caduta nel numero di parassiti disponibili ad infestare altri ospiti occasionali e più difficili da raggiungere, come l’uomo.
   Le zecche sono resistenti alle condizioni ambientali sfavorevoli (digiuno, freddo, etc.); i mesi nei quali sono più attive sono soprattutto quelli primaverili, in special modo giugno, e in minor misura quelli autunnali.

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  Le zecche: come agiscono

gli stadi di sviluppo delle zecche    Il ciclo vitale delle zecche si compone di quattro stadi: uovo, larva, ninfa ed adulto. Il ciclo completo si compie su uno, due o tre ospiti: le zecche che più ci interessano hanno quasi tutte un ciclo a tre ospiti, durante il quale ogni stadio cerca l’animale su cui compie un unico pasto di sangue, al termine del quale si stacca lasciandosi cadere al suolo dove o muta nello stadio successivo o, nel caso di femmine adulte, depone le uova.
   Mentre le larve parassitano piccoli roditori o uccelli, le ninfe e gli adulti sono parassiti abbastanza specifici di svariati mammiferi, ed occasionalmente possono infestare anche l’uomo.
   A seconda della specie di zecca e dell’ospite preferito, le strategie adottate dal parassita si differenziano: in generale, mentre le larve vivono praticamente a livello del suolo, ninfe ed adulti si posizionano in punti adatti ad essere raccolti: fogliame di arbusti, steli di piante erbacee, etc.; se un ospite vive frequentemente in tane, cucce o recinti, spesso questi luoghi risultano fortemente infestati.

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  La malattia di Lyme

   è una malattia infettiva causata da un batterio il cui nome è borrelia. Questo microrganismo si trova all'interno di alcune zecche e può essere trasmesso all'uomo quando esse si attaccano alla pelle. è una malattia che, una volta riconosciuta, può essere curata e guarita.

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  Come si riconosce la malattia di Lyme

  • I.o STADIO
    Dopo il morso della zecca può comparire, in alcuni casi, intorno alla puntura, un arrossamento della pelle che tende lentamente a ingrandirsi (si chiama eritema migrante). Esso si manifesta dopo un periodo che varia dai 2 ai 40 giorni dalla puntura del parassita; può scomparire spontaneamente senza nessuna cura dopo alcune settimane, ma ciò non significa che l'infezione sia risolta.

  • II.o STADIO
    Se l'infezione non è conosciuta e curata può diffondersi nel giro di qualche mese a tutto l'organismo e dare disturbi talvolta importanti.
    In particolare può interessare:
    • la pelle: possono apparire delle chiazze rossastre in più parti del corpo;
    • le articolazioni: quelle colpite potranno essere dolenti (es. ginocchio);
    • il sistema nervoso: si possono rilevare anche problemi importanti come la meningite e la paralisi del nervo facciale;
    • anche altri organi come il cuore, l'occhio, il fegato, i reni ed i polmoni, possono essere interessati dalla malattia.
  • III.o STADIO
    Sempre se non riconosciuta e curata, dopo un anno e più si possono evidenziare ancora altri disturbi della pelle, alle articolazioni (dolori e rigonfiamento di una o più articolazioni) e al sistema nervoso.

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      Cosa fare se si viene punti da una zecca

    1. Bisogna rimuoverla al più presto rivolgendosi possibilmente al medico. Si è osservato infatti, che più resta attaccata alla pelle e maggiori sono le possibilità che venga trasmessa l'infezione. L'asportazione deve avvenire dopo aver applicato sopra la zecca per circa cinque minuti una sostanza oleosa o cremosa (pomata o crema o o dentifricio, etc.) che le impedisce di respirare e favorisce il distacco; la si afferra quindi con una pinzetta (tenuta il più possibile vicino alla pelle) e la si stacca con una leggera trazione senza strapparla; la zona del morso va poi disinfettata.

    2. Bisogna osservare per 40 giorni se nella sede del morso compare l'eritema migrante. Se si nota questo arrossamento che si allarga pian piano, bisogna andare subito dal medico. Se non si manifesta l'eritema migrante, dopo 40 giorni, è comunque opportuno, eventualmente, consultare il medico curante. E perchè questo ciclo ? Perchè solo nell'80% dei casi di infezione da Borrelia è apprezzabile l'eritema. Per essere quindi del tutto certi di non aver contratto la malattia di Lyme, potrà eventualmente essere utile un esame del sangue per la ricerca degli anticorpi contro la Borrelia; qualora essi venissero evidenziati, potrà essere utile un trattamento antibiotico per guarire l'infezione se il medico lo riterrà opportuno.

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      Si può prevenire la malattia di Lyme ?

       Non esiste ancora un vaccino contro la malattia di Lyme anche se sono in corso studi in tal senso. è quindi importante adottare alcune precauzioni per difendersi dalle zecche. Esse vivono sul terreno, nell'erba, soprattutto ai margini dei boschi, alla base dei cespugli e vicino ai corsi d'acqua.
       è quindi molto importante:
    • lavarsi ed ispezionare accuratamente tutta la superficie del corpo al rientro da gite o da lavori nei boschi o prati, per rilevare la presenza di zecche sulla pelle ed eventualmente rimuoverle. è anche utile, sempre nel caso di escursioni in ambienti dove vivono questi parassiti:
    • usare un appropriato abbigliamento che copra il più possibile il corpo (scarpe alte, calzoni lunghi);
    • usare repellenti sugli abiti (prodotti a base di permetrina);
    • evitare di sedersi direttamente sull'erba;
      Altre precauzioni importanti sono le seguenti:
    • sfalciare regolarmente attorno alle abitazioni;
    • ispezionare frequentemente i cani e i gatti;
    • trattare eventualmente il terreno con prodotti a base di perimetrina, un piretroide sintetico, poco tossico per l'uomo e gli animali; funge da repellente da applicare agli abiti ma è anche in grado di uccidere le zecche bloccando la trasmissione degli impulsi del loro sistema nervoso.

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      Un'altra malattia da zecche: la TBE

       Recentemente è stata identificata in provincia di Belluno un'altra malattia trasmessa da zecche: l'encefalite da morso di zecca (TBE).
       Si tratta di una malattia causata da un virus che si trasmette da zecca a zecca per via transovarica. Nell'uomo, dopo il morso di zecca infetta, nel 70% dei casi circa, si ha un'infezione senza o con scarsi sintomi, che può passare inosservata; nel restante 30% dopo 3-28 giorni dal morso di zecca si ha una prima fase con sintomi similinfluenzali come febbre, mal di testa, mal di gola, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni per 2-4 giorni. Poi la temperatura scende e nella maggior parte dei casi passa così. Me nel 10-30% di questi casi, dopo un intervallo senza disturbi di 8-20 giorni, riprende una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale (meningite, encefalite, paralisi flaccida ad esito mortale nell'1% dei casi).
       La terapia della malattia è solo sintomatica e nei casi di interessamento del sistema nervoso richiede il ricovero ospedaliero. Esiste un trattamento con immunoglobuline specifiche (FSME) ed è possibile la vaccinazione con virusinattivato (in tre dosi). Il vaccino è attualmente registrato e in commercio in Italia dal luglio 2005: è possibile perciò procurarlo e somministrarlo.
       La TBE è molto diffusa in Europa, ma si registra un minor numero di casi rispetto alla malattia di Lyme. Da tempo è segnalata in Italia e, dal 1994-2005, ne sono stati identificati una settantina di casi in provincia di Belluno. Si tratta di persone punte da zecche nella zona di Maraschiata (Nevegal fra il Comune di Belluno e Ponte nelle Alpi e Zei sopra Tisoi) o di Lozzo di Cadore che rappresentano quindi le località sicuramente infette da zecche portatrici di virus della TBE. Altri sembrano essere stati punti sul Col di Pera (Trichiana) e in località "le Fosse" (Comune di Lentiai). In questi ultimi due siti, però, non si sono accertati i virus nelle zecche. Altri foci di zecche infette da TBEV in Italia sono: Canal del Ferro e altri piccoli foci in Friuli, i laghi di Lamar in Trentino e Cavedine pure in Trentino.
       Le norme di prevenzione sono le stesse per la malattia di Lyme.

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